Progetti

Progetti

Ecco una lista di progetti, sia nazionali che internazionali, a cui l’upter sta partecipando con i suoi partner.
ludopatie
Controgiocoazzardo

Progetto “Ludopatia e rischio gioco d’azzardo patologico: rete di accoglienza donne e anziani tramite numero verde” e richiesta dati da inserire in una mappatura dei servizi territoriali per la dipendenza dal gioco.

L’iniziativa ha ricevuto un contributo dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ai sensi dell’art. 12, comma 3, lett. f) della legge 7 dicembre 2000 n. 383 – Annualità 2014.

Il nostro progetto prevede l’attivazione di un Numero Verde per l’orientamento verso i servizi territoriali, rivolto agli associati MOICA (Movimento Italiano Casalinghe) ed Upter (Università Popolare di Roma)  e a tutte le persone , che si confrontano con le problematiche del gioco d’azzardo patologico. Donne e anziani, infatti, risultano due categorie particolarmente coinvolte nel problema, nella duplice veste di soggetti essi stessi in condizione di dipendenza da gioco oppure, nel caso delle donne, nella loro funzione di “sentinella” che rivela il problema all’esterno della famiglia, rivolgendosi ai servizi con una domanda di aiuto.

Il numero verde assume funzioni di primo punto di contatto, centro informativo, filtro per l’invio e l’eventuale attivazione della presa in carico; le attività condotte attraverso il numero verde e la rete di accoglienza nazionale verranno monitorate e saranno oggetto di valutazione e misurazione dell’andamento.

E’ stata inoltre effettuata una capillare mappatura nazionale dei servizi presenti sul territorio italiano, che si occupano di accoglimento, trattamento e orientamento della problematica della ludopatia.

Il movimento italiano casalinghe è stato fondato  a Brescia l’11 novembre 1982. La sua esperienza è quindi più che trentennale. D’ispirazione cristiana, l’associazione si prefigge, fin dalle sue origini, un’attenzione privilegiata alle donne casalinghe e al riconoscimento del lavoro familiare nel quadro di un’adeguata politica a sostegno della famiglia.

logoimpada
IMPADA
  • Migliorare la valutazione sistematica dell’offerta di educazione degli adulti rivolta a discenti adulti svantaggiati;
  • Ridurre le disparità  di accesso all’educazione degli adulti, beneficiando gli studenti con minori opportunità;
  • Aiutare le organizzazioni di apprendimento degli adulti a:
    • Capire i fattori che influenzano l’efficacia della formazione degli adulti per gruppi svantaggiati;
    • Progettare e implementare pratiche adeguate per migliorare la loro efficacia su gruppi svantaggiati;
    • Ridurre le disparità nei risultati di apprendimento;
    • Promuovere un educazione più inclusiva ed equa.

Il partenariato di IMPADA è composto da 5 organizzazioni provenienti da 5 paesi europei, appartenenti al mondo della educazione degli adulti, della ricerca educativa e dello sviluppo delle politiche. Derbyshire Adult Community Education Service (DACES) è una  grande organizzazione pubblica britannica, esperta in metodi di valutazione sull’efficacia dell’educazione degli adulti. Polish Educational Research Institute (IBE) ha una particolare esperienza nella ricerca sulla valutazione dei sistemi educativi. Università Popolare di Roma (Upter) offre corsi adattati alle esigenze dei discenti adulti svantaggiati. Estonian Non-formal Adult Education Association (ENAEA) raccoglie le principali organizzazioni estoni di apprendimento degli adulti a livello nazionale. PROMEA è una organizzazione esperta nella progettazione e realizzazione di metodologie di ricerca per l’istruzione.

logoinmete
Innovative methods for increasing effectiveness of teaching English of 55+ learners – Progetto Erasmus+
L’insegnamento delle lingue straniere, in particolare l’inglese, agli anziani, sta diventando uno degli elementi più cruciali dell’istruzione in età avanzata in Europa. L’analisi esistente riguarda principalmente le esigenze e lo stato attuale, ma non ci sono abbastanza materiali didattici che sosterrebbero gli insegnanti nel loro lavoro quotidiano con gli studenti. Ciò riguarda in particolare quei materiali che vanno oltre il corso linguistico tradizionale e che includono elementi che sono emotivamente coinvolgenti, motivanti e forniscono nuovi incentivi: mentale, fisico e sensoriale – così essenziale nella pedagogia della vita successiva. Il partenariato è composto da 3 partner provenienti da Polonia, Ungheria e Italia, che hanno una notevole esperienza nell’istruzione superiore, in particolare nell’insegnamento delle lingue e rappresentano un approccio complementare, anche accademico. Ciò ha permesso ai partner di individuare i bisogni e le lacune più urgenti nell’insegnamento delle lingue (in particolare l’inglese) agli studenti più anziani e di proporre soluzioni innovative per affrontarle.
Questo progetto è stato finanziato con il sostegno della Commissione europea
anche le immagini uccidono

“Anche le immagini uccidono” è il titolo della campagna di sensibilizzazione sociale promossa da Redani – Rete della Diaspora Africana Nera in Italia. Il progetto nasce nel 2015 e ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e di coinvolgere le Istituzioni su un tema delicato e quanto mai attuale: l’uso indiscriminato delle immagini da parte delle associazioni e organizzazioni non governative per la raccolta fondi da destinare agli aiuti umanitari e alla solidarietà internazionale.

Sempre più spesso assistiamo a campagne di raccolta fondi per interventi umanitari costruite su immagini drammatiche di bambini e donne africane denutriti e sofferenti. Si tratta di precise strategie di comunicazione che intendono suscitare la compassione e la reazione emotiva dei potenziali donatori. Così facendo, non solo vengono calpestate le carte deontologiche giornalistiche – in particolare la Carta di Treviso del 1990 – ma viene lesa la dignità della popolazione destinataria degli interventi umanitari.

Vi sono anche aspetti legali da considerare: è lecito domandarsi se i genitori dei bambini ripresi negli spot pubblicitari abbiano rilasciato regolari liberatorie, e comunque se il loro consenso sia stato dato in modo pienamente consapevole. Inoltre, bisogna ragionare sull’impatto di tali strategie di comunicazione: se nel breve periodo campagne mediatiche del genere possono portare a un aumento delle donazioni, nel medio e lungo periodo potrebbero svilupparsi atteggiamenti di assuefazione o rifiuto da parte dei cittadini.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter